Kim Rossi Stuart

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IL PONTEFICE E LE INTERRUZIONI Starnuti papali in Eurovisione Wojtyla scherza: troppi intermezzi

DUE starnuti in Eurovisione. Due battute spiritose per giustificare le interruzioni. Due grandi applausi per ricreare il clima d'intesa. Succede anche questo, nel tardo pomeriggio, in diretta tv su RaiDue, alla cerimonia di chiusura del Giubileo dei politici. Karol Wojtyla ringrazia i parlamentari di tutto il mondo per la loro partecipazione all'Anno Santo («un programma ricco e rappresentativo dei cinque continenti...»), quando il discorso viene interrotto da un suo starnuto. Attimi d'imbarazzo, poi dalla platea parte un forte applauso. Nelle prime file ci sono Sergio Mattarella e Rosi Bindi, Gianfranco Fini e Alberto Michelini, tanti sindaci in fascia tricolore. «Un intermezzo», scherza Wojtyla. Il Papa polacco riprende a leggere, ma subito viene interrotto da un secondo impertinente «etci'!». «Troppi intermezzi», taglia corto a questo punto Giovanni Paolo II, suscitando risate e nuovi fragorosi applausi. Allergia a una politica che troppo spesso cerca solo scontri demagogici e calcoli elettorali? Forse, e' solo un principio di raffreddore. Da ore, il Papa assiste alle iniziative d'uno dei penultimi Giubilei di richiamo. Nel gran finale, in piazza San Pietro, il coro e l'orchestra del Teatro dell'Opera di Roma hanno eseguito musiche di Mascagni, Mozart e ROSSIni; di volta in volta, Wojtyla ha stretto le mani degli artisti che - presentati da Milly Carlucci - hanno animato il pomeriggio, collegati in Eurovisione. Michele Placido, Sergio Castellitto e KIM ROSSI STUART hanno letto brani di Tommaso Moro (neo patrono dei politici), Giorgio La Pira e Theodore Roosevelt. «Possa il vostro lavoro - augura il Papa ai parlamentari - essere ogni giorno al servizio della giustizia, della pace, della liberta' e del bene comune. Dio non manchera' di assecondare i vostri sforzi arricchendoli di frutti abbondanti> >. Prima di lui, passa il video registrato dal segretario generale delle Nazioni Unite: «Lasciamo dietro di noi lo spirito di divisione che ha caratterizzato questo secolo e questo millennio. Abbracciamo la speranza», invita Kofi Annan. «In questo anno millenario c'e' stato il piu' grande raduno di leader politici al mondo, per definire un piano operativo e affrontare le grandi sfide a cominciare dall'eliminazione della poverta' - aggiunge il numero uno dell'Onu -. E' questa una sollecitudine che mostriamo verso il nostro pROSSImo, in modo che configura un omaggio allo spirito e al messaggio di Gesu' Cristo». Su Roma e il Vaticano scende la sera, mentre l'orchestra esegue un brano che racchiude i tanti inni delle Nazioni presenti al Giubileo. Rincasano i politici e «rincasa» anche Papa Wojtyla. A curarsi il raffreddore. \

da La Stampa, 06-11-2000




Teatro alla radio, in onda la trasgressione
Rassegna di inediti contemporanei. "Una diga contro il dominio dei classici"

Anche la Melato, la Guzzanti e Kim Rossi Stuart negli appuntamenti del venerdi' sera sul terzo canale Teatro alla radio, in onda la trasgressione Rassegna di inediti contemporanei. "Una diga contro il dominio dei classici" AROMA llo strapotere della tv la radio risponde con il teatro. "Teatri alla radio - Europa Oggi" s' intitola la rassegna di Radiotre, a cura di Franco Quadri, che propone, dal 28 gennaio al 7 aprile, tutti i venerdi' alle 20.30, un cartellone di drammaturgia contemporanea inedita in Italia. Dieci testi, tra cui solo uno italiano ("Bordello di mare con citta" del napoletano Enzo Moscato), mai rappresentati sui nostri palcoscenici e, in molti casi, tradotti per la prima volta nella nostra lingua. Dieci autori internazionali, affidati ad altrettanti registi italiani delle nuove generazioni, tra cui Mark Ravenhill con "Shopping & Fucking" per la regia di Barbara Nativi; Tom Stoppard con "Arcadia", regia di Federico Tiezzi, con Kim Rossi Stuart e Sabina Guzzanti; Werner Schwab con "Le presidentesse", regia di Cherif, con Mariangela Melato e Piera Degli Esposti; Botho Strauss con "Il tempo e la stanza", regia di Elio De Capitani, con Corrado Pani e Massimo Popolizio; Edward Bond con "La compagnia degli uomini", regia di Giorgio Barberio Corsetti, con Paolo Bonacelli e Cochi Ponzoni. E per l' occasione debutta nella regia teatrale anche il regista cinematografico Pappi Corsicato, che dirigera' Anna Bonaiuto e Iaia Forte in "Dopo la pioggia" di Sergi Belbel. Dopo la corposa rassegna curata l' anno scorso da Ronconi e dedicata principalmente al teatro italiano del Novecento, questa nuova iniziativa della radio intende reagire alla politica di rigetto, nei confronti della nuova drammaturgia, da parte degli enti teatrali pubblici italiani, che si ostinano a rappresentare soprattutto i classici. Sottolinea Quadri: "Abbiamo prediletto scelte tendenziose e controcorrente, tematiche trasgressive e radicali, portando alla radio quello che i grandi palcoscenici e i circuiti teatrali rifiutano, perche' troppo legati a cartelloni che profumano di antichita". Concorda Mario Martone, direttore del Teatro Stabile di Roma, che ha ospitato ieri la presentazione del progetto: "In questo caso la radio si propone come stimolo anche per gli Stabili, affinche' aprano le loro sale alle novita' europee". Emilia Costantini

Costantini Emilia
(26 gennaio 2000) - Corriere della Sera





Tante crisi di coppia da Moscato a Stoppard

ROMA - L' ultima provocatoria denuncia contro l' istituzione della famiglia e contro ogni formula vincolante di solidarietà umana arriva dalla radio. Si deve all' intraprendenza di Roberta Carlotto, direttore di Radio 3 Rai, se sulla stessa lunghezza d' onda del prestigioso ciclo di teatro curato da Luca Ronconi si programma ora un cartellone di dieci autori tormentati, con altrettanti registi e relativi cast di rilievo alle prese con implacabili opere di drammaturgia contemporanea mai messe in scena finora in Italia, una stagione di dieci commedie da sentire intitolata Teatri alla radio - Europa oggi, a cura di Franco Quadri, in onda da stasera al 7 aprile, ogni venerdì alle ore 20.30 (il 4 e 18 febbraio alle ore 21.30). In comune, le 10 commedie di questa serie hanno la crisi della convivenza. Si basa sui morbosi retroscena della comunità di un presunto santuario, Bordello di mare con città di Enzo Moscato che apre stasera il ciclo, regia di Toni Servillo, protagoniste Angela Pagano, Anna Bonaiuto e Fulvia Carotenuto. E' in gioco un teorema di convivenze fondate su dipendenze pericolose, in Shopping & Fucking di Mark Ravenhill (4/2), regia di Barbara Nativi, con Gea Lionello e Maurizio Donadoni. A distanza di due secoli c' è un giallo letterario sulla presa di coscienza di tracce che riguardano la vita di Byron, in Arcadia di Tom Stoppard (11/2), regia di Federico Tiezzi, con Kim Rossi Stuart, Sabina Guzzanti, Milena Vukotic, Dario Cantarelli, Sabrina Capucci, Giuseppe Cederna, Vittorio Franceschi.

da Repubblica — 28 gennaio 2000





Il salotto di San Casciano che piace tanto al bel mondo

FIRENZE - Bagno notturno in piscina, tra la penombra delle fiaccole, ascoltando Sergio Castellitto e Margaret Mazzantini declamare i versi dei poemi omerici. Centro Termale Fonteverde, San Casciano dei Bagni, paesino a sud di Siena, arrampicato sulle colline dell' Amiata sotto la Rocca di Radicofani. Non solo poesia, ma anche presentazioni di libri o musica jazz, da ascoltare immersi nel tepore delle acque. Poi, cena con specialità locali. Oltre che terme, quelle di Fonteverde, sono diventate un salotto letterariogaudente. Per questo amatissime dal bel mondo romano, da Francesca Neri a Claudio Amendola, da Kim Rossi Stuart a Alessandro Gasmann, consorte e il piccolo figlio Leone. E ancora Cesare Salvi, Luca Cordero di Montezemolo, Umberto Agnelli e Avery Agnelli, vedova di Giovannino, in piscina con la figlia Asia. Ultima arrivata l' attrice di "Titanic" Kate Winslet, visibilmente dimagrita forse grazie alle cure del centro, compreso l' idromassaggio nelle acque fuorosolfatocalciomagnesiche e sulfuree che sgorgano dalle 40 sorgenti sotterranee di San Casciano dei Bagni e che finiscono nella piscina a 3738 gradi. Ma il vero protagonista qui è il trentacinquenne indiano dalle mani d' oro Dipu: maestro del massaggio ayurveda e del massaggio dhara, manipolazioni rilassanti che vengono fatte sulla testa con gocce di olii essenziali mescolati a olio di sesamo nero. Ogni seduta dura 45 minuti, ne vanno fatte sette per consumare i cinque litri di olio previsti. Ottimo contro la depressione, fa guadagnare ai pazienti una "testa nuova". A dicembre il centro inaugurerà un albergo con 20 suite e 60 camere, edificato sull' antico portico del 1607 fatto costruire da Ferdinando dei Medici. (m.a.)

da Repubblica — 28 luglio 2001




Anteprima 'Don Giovanni' con Ciampi e i Borbone

Ciampi e Bertinotti, Casini e Marzano, e poi attrici e fotomodelle come Fernanda Lessa, Francesca Neri, Laura Morante, Kim Rossi Stuart, i registi Mimmo Calopresti e Gabriele Muccino, gli immancabili principi di Borbone. Parterre du roi tutt' altro che sguarnito, in platea giovedì 12 al San Carlo per l' anteprima di gala di Don Giovanni con D' Arcangelo, Devia, Antonacci, Ferrari, Concetti e Ruggeri, la regia di Martone e la direzione di Ferro (infortunato per una caduta). E per la prima, il 15, Susanna Agnelli e Cofferati. Ieri la presentazione nel foyer con il cast al completo e gli sponsor - compreso l' intimo di Yamamai, che ha suscitato qualche polemica - pronti a unirsi in una cordata capeggiata dalla Camera di Commercio - per entrare con i 4 miliardi e 700 milioni di vecchie lire tra i soci della fondazione San Carlo. Giovedì, menù di gala a base di pasta Garofalo ispirata all' opera mozartiana: timballo alla don Giovanni, timpano di bucatini, pasta e patate e provola in mezza forma di parmigiano, mezzi paccheri con calamarelle e frutti di mare, caserecce alla Vecchia Napoli, caserecce alla Donna Elvira e costata di tagliolini dorati, con i vini di Villa Matilde. Nell' androne uno shop con i prodotti «personalizzati» S.Carlo creati dalle aziende campane: un teatro di cioccolata di Bottone, maschere di corallo Ascione, un foulard Rubinacci con il disegno del soffitto, l' «Elisir S.Carlo» della Eden al basilico, le borse da sera di Tramontano, scatole e portacenere di Voyage Pittoresque e Rs Capodimonte, tasti d' organo di Lauro e argenti personalizzati di Tessitore. Oggi a mezzogiorno alla Feltrinelli di piazza dei Martiri, conferenza degli studenti della Federico II (corso di Drammaturgia lirica di Marina Mayrhofer) su Don Giovanni con materiale audiovisivo. E mercoledì 11 alle 18 nel foyer Pierluigi Petrobelli della Sapienza introdurrà l' opera per gli Amici del San Carlo. Ottimistiche previsioni sulla ripresa della lirica, dal soprintendente Lanza Tomasi: «Grande l' attesa e tutto esaurito anche alla prima, nonostante Mozart non sia mai entrato nella tradizione melodrammatica italiana». Il soprintendente ringrazia le masse per il lavoro intenso, mentre Martone racconta la sua drammaturgia: «Ogni scena porta il segno di Mozart che l' ha scritta immaginando il palcoscenico. La scenografia contiene la suggestione del teatro elisabettiano, abbiamo scelto i vuoti, più difficili da riempire, e con Sergio Tramonti ho lavorato su un elemento unico, una grande tribuna che contiene dall' inizio tutti i personaggi incontrati da don Giovanni». - STELLA CERVASIO

da La Repubblica — 07 dicembre 2002




Il Mozart di Martone seduce anche Ciampi

NAPOLI - Successo intenso e niente succulenti scandali per il Don Giovanni di Mozart che ha festeggiato ieri sera l´apertura di stagione del San Carlo. Dieci minuti di applausi e commenti entusiastici per lo spettacolo essenziale e impressionante di Mario Martone, per il direttore Gabriele Ferro accomodato su un trespolo, per i magnifici interpreti, primo fra tutti l´aitante Ildebrando D´Arcangelo, qui al suo debutto nel ruolo del più mitico tra gli sciupafemmine, finalmente un seduttore vigoroso e aitante dopo tanti Don Giovanni lugubri e anzianotti. Niente distribuzione in sala dell´attesissimo dépliant (ormai conteso come un oggetto di culto) della ditta di biancheria intima che il furore della "sindaca" Rosa Russo Jervolino (già in preda a rabbia funesta per essere stata immortalata a torso nudo in una mostra qui a Napoli da un pittore irriguardoso e avanguardista, tal Di Matteo), ha censurato dall´anteprima di gala di ieri, onorata dalla presenza (resa ancor più eccitante per i media dall´inspiegata diserzione dell´apertura della Scala) del Presidente Ciampi. Niente catalogo di madamine in pose maliziose e tacchi alti, fotografate tra palchi e sipari, come sarebbe piaciuto al sovrintendente Lanza Tomasi, non per sindrome voyeuristica, ma per raccogliere soldi per le casse di un teatro che soffrono come tutte quelle dei teatri italiani, e che fino a ieri era a rischio di sciopero per un ritardo degli stipendi ai dipendenti. Nel foyer e in sala clima di fasto sorprendente visti i tempi duri: scollature profonde, sciarpe di seta, trucchi vistosi, un trionfo di baffi e chiome ossigenate. Un numero incredibile di pellicce non giustificate dalla temperatura, persino stole di visone anni Cinquanta, contestate davanti al teatro da manifestanti mesti e inascoltati, che brandivano poster con storie di «cuccioli di foca massacrati» e altre inutili tragedie. Abiti lunghi per le signore e molti smoking, come a una prima dei vecchi tempi, e sorrisi branditi con indifferenza alle grida ostinate dei gruppi di disoccupati organizzati, che urlavano fin dal pomeriggio di fronte all´ingresso del San Carlo: slogan contro tutti i politici presenti, eccezion fatta per il presidente Ciampi e signora Franca, accolti invece da un applauso entusiasta. Spiegamento di forze dell´ordine mai visto: polizia, carabinieri con pennacchio, finanzieri e macchine d´ordinanza e finanzieri. Ciampi arriva in ritardo, atteso dalla Russo Jervolino con gran stola d´oro e pronta a dichiarare ai giornalisti che questo Don Giovanni è proprio splendido, e cosa importa se in scena irromperà ad un tratto un seno nudo, dettagli da educande se paragonate a quanto sta per accadere al Politeama, dove debutterà domani l´opera Powder her face, storia di una nobildonna inglese talmente sporcacciona da offrire gorgheggi durante una fellatio. Col Capo dello Stato (applauditissimo) e la signora Franca, nel palco reale, ci sono i ministri Marzano, Lunardi e Matteoli, i sottosegretari Bono e Martusciello, naturalmente la Russo Jervolino e Bassolino. Arrivano anche il presidente della Confindustria D´Amato, i registi Muccino e Calopresti, e un Kim Rossi Stuart che è al solito di bellezza imbarazzante. Puntualmente assente, come lo era alla Scala, il ministro della Cultura Urbani, allergico (e in apparenza fiero, chissà perché, di esserlo) all´ascolto della lirica dal vivo. Tutti solennemente in piedi quando dall´orchestra risuona l´Inno di Mameli, offerto al Presidente prima dell´Ouverture, ma senza coro, che si è rifiutato di cantare perché, racconta dietro le quinte un corista del San Carlo, «cose del genere non s´improvvisano, mica abbiamo avuto il tempo di provare». All´intervallo Ciampi si complimenta con Martone e riceve in dono dai lavoratori del Teatro un tipico cornetto partenopeo contro il malaugurio. L´ambiente è una Spagna del tardo '600 che ha ancora in sé ombre del '500 e già contiene il presagio del secolo dei Lumi. Al centro, in stile teatro elisabettiano, una tribuna polverosa ospita sui suoi spalti i personaggi della vicenda, che lasciano di volta in volta il loro posto per partecipare all´azione incalzante. Magnifica la catastrofe finale, con creature del demonio che risucchiano nell´abisso il nostro eroe, e favoloso l´uso dello spazio, con passerella a semicerchio che stringe l´orchestra e elegge la musica regina dell´azione. Tanti applausi a scena aperta per questo Don Giovanni che non si farà dimenticare. - LEONETTA BENTIVOGLIO

da Repubblica — 13 dicembre 2002





Ciack, si picchia l' attrice sale sul ring

Dal set di Incantesimo al ring del Palazzetto dello sport. Un ruolo decisamente inconsueto per Selvaggia Quattrini, 27 anni, figlia di Paola, doppiatrice e attrice che, nell' ultima serie della telenovela made in Italy, interpreta una veterinaria coinvolta in una love story con l' amministratore della clinica "Life". Caschetto protettivo e guantoni, Selvaggia (che a dispetto del nome è una ragazza eterea e perfino timida) è salita sul quadrato per un incontro dimostrativo con una sua collega doppiatrice, Laura Catania e, al primo scambio di ganci e diretti, si è capito subito che stavolta, non stava affatto recitando. La giovane attrice (che tra l' altro ha avuto un ruolo in "Marianna Ucria" e "Cuori perduti" e ha prestato la voce al nobel Halle Berry in "Monster' s Ball") non è l' unica del suo ambiente sedotta dal fascino della "nobile arte". Dopo di lei è sceso in campo Libero Di Rienzo, 25 anni, una promessa del cinema italiano che ha vinto il Davide di Donatello per la sua interpretazione in "Santa Maradona" e ha lavorato accanto a Catherine Breillat in "A' ma soeur". Pugni, sudore e sofferenza, anche stavolta tutto vero: lo testimoniava la faccia stravolta dell' attore quando è sceso dal ring. Ciak, si picchia. Una trovata ben riuscita per rilanciare uno sport che sta diventando sempre più trendy e che si è ormai scrollato di dosso quell' odore di borgata e di spogliatoi fatiscenti che per troppi anni l' ha accompagnato. «In palestra vengono attori, avvocati, giornalisti e commercianti - spiega Stefano Fiermonte, della "Fight & Fitness" - la ginnastica prepugilistica è uno degli allenamenti più completi che esistano e non c' è alcun bisogno di incassare pugni, se uno non vuole». Stefano ha allenato, tra gli altri, Ornella Muti, Isabella Ferrari e Kim Rossi Stuart ma nessuno ha rischiato di rovinarsi la faccia in un incontro vero, almeno fino a venerdì sera. Mickey Rourke, (il ragazzaccio che, in Usa, è salito parecchie volte sul quadrato), per ora, è un' eccezione. «Voglio darci dentro e combattere sul serio, per un match con un titolo in palio - assicura Selvaggia Quattrini - ho cominciato per fare ginnastica ma poi è diventata una passione. La faccia? Beh' sul ring avevamo anche una maschera protettiva. Per il futuro si vedrà». Nella stessa serata, salutato da un tifo da stadio di almeno mille persone, un altro match in rosa: la campionessa italiana dilettanti Tatiana Rinaldi (uno scricciolo di 50 chili) contro Germana Ussia. Anche stavolta era un' esibizione ma è ormai chiaro che la boxe femminile è uscita definitivamente dal limbo del folclore. L' incontro clou, finito in parità, è stato quello valido per la cintura di Roma tra Franco Pisacane e Stefano Castellucci. Nessun ko, tanta tecnica e tantissimo spettacolo. Il futuro della boxe è questo. Magari le prossime testimonial saranno le presentatrici della Rai. - MASSIMO LUGLI

da Repubblica — 06 aprile 2003




1 maggio in 900.000 coprifuoco dall' alba

IL problema dello spazio e dei servizi non c' è. A disposizione dell' onda umana che il 1 maggio arriverà a Tor Vergata, 300 mila persone la mattina per la messa con il papa, fino a 600.000 il pomeriggio per il concerto dei lavoratori, ci sono oltre 20 ettari di area attrezzata, 2410 bagni chimici, 4000 posti per i pullman, 20.000 parcheggi per i motorini. E ancora: punti ristoro, pronto soccorso, telefoni pubblici, assistenza per i portatori di handicap. Il guaio è che gli spostamenti oceanici di folla e di pullman avranno contraccolpi pesanti su tutta la viabilità del quadrante sud della città, con 10 chilometri di autostrada, la diramazione dell' A1 da San Cesareo al Grande raccordo anulare, chiusi per 24 ore, dalle 5 di mattina del 1 maggio alle 5 di mattina del giorno successivo. I vicecommissari straordinari al Giubileo, Guido Bertolaso e Stefano Landi, non nascondono il pericolo in agguato, ma assicurano di aver fatto tutto il possibile per governare il caos. Dunque, al bando le auto private per raggiungere Tor Vergata. Chi avrà il coraggio di mettersi alla guida della sua macchina troverà per la sosta soltanto i parcheggi di scambio lungo la linea A della metropolitana oppure dovrà allontanarsi fino ai comuni vicino Roma. Il traffico privato, fatta eccezione per i residenti, sarà vietato in un' ampia zona compresa fra il raccordo, via Tuscolana, via di Vermicino, via del Torraccio, via Breda, via Casilina, via di Torrenova. L' invito (chiamiamolo pure appello) è a servirsi dei mezzi pubblici. La linea A funzionerà fino alle 2 di notte del 1 maggio, il bus 105 verrà intensificato, come pure la Fm6, la ferrovia metropolitana che collega Termini a Cassino, passando per la stazione di Tor Vergata. Ci si può servire anche della ferrovia Roma Pantano, in funzione solo nel tratto Roma-Torrenova, con fermata a Torrenova. I romani potranno trovare notizie in tempo reale sulla situazione della circolazione per l' area metropolitana sintonizzandosi con il servizio "Cciss, viaggiare informati", su una frequenza appositamente dedicata, Fm 100.31. Su Isoradio Fm103.3 e Fm 103.450 avranno invece informazioni per le autostrade e il Gra. In contemporanea al megaraduno di Tor Vergata, benedetto da Cgil, Cisl e Uil, i sindacati e le associazioni di base hanno organizzato una controfesta. Che però non si concluderà a Campo de' Fiori, come annunciato in un primo tempo, ma a piazza Navona. Il corteo, "antirazzista, interetnico e internazionalista", partirà da piazza della Repubblica alle 10. Al controconcerto partecipano o aderiscono, per esempio, Tony Esposito, Kim Rossi Stuart, Michele Placido, 99 Posse, Francesco Baccini, Enzo Avitabile. - di CECILIA GENTILE

Repubblica — 21 aprile 2000




roma - Sarà un kolossal. Cavalieri in armi, cinque giovani alla scoperta di un mistero, la dimensione del sacro in un Medioevo tumultuoso e abbagliante dove convivono la violenza e la spiritualità. Lo promette Pupi Avati arrivato alla fine delle 22 settimane di riprese di I cavalieri che fecero l'impresa costato 18 miliardi, girato in inglese per destinarlo a un pubblico internazionale, prodotto da DueA dei fratelli Avati insieme a Rai, finanziamenti francesi e con la distribuzione della Fox. La data di uscita in Italia è prevista per il 6 aprile. «Siamo tornati vivi da un'impresa di questo genere ed è già molto. Pensavo che quello che ho scritto sarebbe rimasto un romanzo» spiega Avati che ha pubblicato il libro con Mondadori. «Invece il romanzo è diventato un film che non ha precedenti nel mio cinema e nemmeno nella tradizione italiana». Siamo alla fine del 1200. Cinque cavalieri si riuniscono nell'Appennino toscoemiliano, terra di feudatari feroci con i loro castelli arroccati sui monti, e partono alla ricerca della Sindone. Hanno saputo che è nascosta in una grotta di Tebe in Grecia e vogliono impossessarsene. La reliquia sacra è stata depredata nel saccheggio di Costantinopoli dalla chiesa di Santa Maria delle Blacherne e poi se n'è persa ogni traccia. Quando il funerale che trasporta i resti di Luigi IX di Francia, in re crociato morto in Tunisia, attraversa solennemente da Nord a Sud tutta la penisola è il momento per i cinque giovani di dare inizio alla loro avventura. I protagonisti sono Edward Furlong, Raoul Bova, Thomas Kretschmann, Marco Leonardi e Stanislas Merhar, nel cast anche Edmund Purdom, Carlo Delle Piane, Murray Abraham e Gigliola Cinquetti («Mi sembrava che avesse la faccia adatta per fare la madre superiora»). Non c'è invece Kim Rossi Stuart come sembrava all'inizio, «con lui, come accade in alcune storie d'amore, non ha funzionato» scherza Pupi Avati «non credo di essergli piaciuto».

Repubblica — 19 gennaio 2001


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