Kim Rossi Stuart

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Se alla Mostra del cinema di Venezia uno degli attori europei più belli, Javier Bardem, può recitare in Mar adentro di Alejandro Amenabar la storia vera d'un marinaio di Galizia tetraplegico, paralizzato da un incidente che gli ha leso il midollo spinale, uno degli attori italiani più belli, Kim Rossi Stuart, si occupa d'un figlio handicappato ne Le chiavi di casa di Gianni Amelio. L'impegno civile e politico sarà stato ormai sostituito, per gli autori del cinema, dal «caso umano» individuale, dalla decisione e bontà da volontariato? La protesta avrà lasciato posto alla compassione?
In ogni caso, Kim Rossi Stuart non sarebbe stonato. Romano, 35 anni, figlio di una ex modella e di un attore quasi più bello di lui, capace di parlare inglese e francese, bravo a nuotare, legato alle tre sorelle (Ombretta, Valentina, Loretta), laconico, riservato, è un uomo che non soffre di ansia, calmo. «Non ho fretta» è il suo motto, contrastante con l'affanno e la velocità delle società contemporanee. Se n'è andato di casa a quattordici anni, ha lasciato la scuola per studiare recitazione, è diventato presto noto negli sceneggiati televisivi (il massimo è stato Fantaghirò, dove era un principe) soprattutto per la sua grande bellezza: viso, naso e bocca disegnati alla perfezione, lo sguardo nebbioso e pensoso, un'aria remota di distacco, il sorriso raro però molto seducente.
Non capita spesso, ma la bellezza non esclude la bravura Anzi. Dopo il successo televisivo, Kim Rossi Stuart ha deciso di lavorare soltanto con registi di qualità, e ha fatto bene. Con pari efficacia è stato il giovane Gesù ne I giardini dell'Eden di Alessandro D'Alatri e il ribaldo Lucignolo nel Pinocchio di Roberto Benigni; a teatro è stato Amleto sotto la guida di Antonio Calenda, ma anche Macbeth diretto da Giancarlo Cobelli; ha recitato uno psicolabile in Senza pelle di D'Alatri, un esule polacco ne La ballata del lavavetri di Peter Del Monte; ha interpretato la piccola parte d'un frate ne Il nome della rosa di Jean-Jacques Annaud e un personaggio ben più rilevante in Aldilà delle nuvole di Michelangelo Antonioni. Bravo e bello, adesso che l'approdo all'età adulta gli ha fatto perdere la fragilità adolescente può affrontare ruoli persino più importanti, può sfidare la popolarità.

Da Lo Specchio, 21 agosto 2004





Gianni Amelio alle Giornate Professionali di Cinema: girerà a Genova il suo prossimo film. C'erano anche Placido, Rossi Stuart e Lo Cascio

di Francesca Baroncelli
30 GIUGNO 2004

Mercoledì 30 giugno Gianni Amelio, ospite delle Giornate Professionali di Cinema, ha presentato a Genova il suo ultimo lavoro, Le chiavi di casa. E ha rivelato che proprio il capoluogo ligure sarà il set del suo prossimo film, che vedrà come protagonista Sergio Castellitto.

Un'altra giornata di grande cinema e di grandi protagonisti al Teatro Carlo Felice.
Anche quest'oggi sono stati mostrati ad un pubblico di "addetti ai lavori" e giornalisti i trailer dei film che usciranno nelle sale l'anno prossimo. I primi a salire sul palco sono stati, appunto, Gianni Amelio e Kim Rossi Stuart, protagonista de Le chiavi di casa insieme a Charlotte Rampling. Il giornalista Maurizio Di Rienzo ha presentato gli ospiti e le scene tratte dal back stage del film, curato dal figlio del regista e commentato dallo stesso Rossi Stuart. Le chiavi di casa racconta di un padre e del suo rapporto con un figlio disabile, che l'uomo aveva abbandonato 15 anni prima: «Il film di svolge a Berlino ed è tratto dal libro Nati due volte, di Giuseppe Pontiggia», spiega Amelio, «Un racconto molto intimo, che ho riadattato: mi sarei sentito un intruso nel mondo privato dell'autore». Ma perché la scelta di Kim Rossi Stuart come protagonista? «Per il suo fascino: siamo cresciuti con il mito dei grandi divi. Ma ci vuole anche la bravura, la duttilità».

Kim girerà, a breve, il suo primo film da regista: «Sarà una storia sull'infanzia. Le riprese avranno inizio a fine gennaio». Poi l'attore si sofferma sul suo rapporto con Andrea Rossi, il ragazzo che nel film di Amelio impersona suo figlio: «Andrea è stato una scoperta straordinaria. Mi sono abbandonato ad un ruolo, quello di padre, con cui non ho mai avuto a che fare». Amelio ha rifiutato di utilizzare mezzi tecnici: «Non ho usato nemmeno i cavalletti. Le chiavi di casa è un film semplice, costruito sui soli personaggi e sulla storia».

Mentelocale.it





IL FESTIVAL PRENDE IL VIA IL PRIMO SETTEMBRE I leoni di VENEZIA

ROMA STEFANO Accorsi e KIM ROSSI-STUART sono i ragazzi d'oro del cinema italiano, quelli che ce l'hanno fatta, quelli che ormai hanno un nome, quelli per cui la gente esce di casa, paga un biglietto e va al cinema a vederli. Tra poco lavoreranno insieme per la prima volta: per la regia di Michele Placido fanno un film sulla Banda della Magliana dal libro di De Cataldo, «Romanzo Criminale». A Venezia ci sono entrambi. KIM ROSSI-STUART e' il protagonista di «Le chiavi di casa» di Amelio in concorso, Accorsi di «Ovunque sei» di Michele Placido, in concorso pure lui, e di «L'amore ritrovato» di Carlo Mazzacurati, fuori concorso. Diversissimi per aspetto, carriera, carattere, estrazione familiare, scelte professionali hanno solo una cosa in comune: sono arrivati alla popolarita' con la tv. Accorsi con la pubblicita' di un cono gelato, il Maxi-Bon, avidamente divorato su una spiaggia sotto il sole d'estate, KIM recitando il ruolo del Principe Azzurro nella serie «Fantaghiro'» accanto alla Martines. Accorsi e' un po' piu' giovane: e' nato nel 1971 a Bologna da un padre tipografo e da una madre impiegata, ma ha subito cercato di far cinema finendo ragazzino in «Fratelli e sorelle» di Avati. KIM e' un po' piu' grande: e' nato a Roma nel 1969 ed e' figlio d'arte. Suo padre, Giacomo e' stato attore di spaghetti-western, sua madre, Klara Muller, modella: non e' un caso, quindi, che abbia esordito da bambino, a quattro anni, in «Fatti di gente per bene» di Bolognini, addormentandosi tra le braccia di Catherine Deneuve. Stefano Accorsi ha avuto una carriera fulminante: piombato a Roma per studiare recitazione, dopo aver contemplato la citta' dal Pincio per impossessarsene, ha infilato un successo dietro l'altro: «Jack Frusciante e' uscito dal gruppo», «La mia generazione», «I piccoli maestri», «Radiofreccia», «Ormai e' fatta», «Santa Maradona», «La stanza del figlio», ma soprattutto «L'ultimo bacio» con Giovanna Mezzogiorno, «Le fate ignoranti» con Margherita Buy, «Un viaggio chiamato amore» con Laura Morante. A furor di popolo e' diventato il fidanzato d'Italia. Piace alle ragazze, alle mamme, alle zie. La sua e' una bellezza tranquilla, comune, molto italiana. Per strada potrebbe passare inosservato, ma ha una meraviglioosa pelle che prende luce e lo sguardo incerto, vagante, che non si ferma sulle cose, perfetto per raccontare la sua generazione. Infatti lo hanno voluto Luchetti e Muccino, Ozpetek e Marco Ponti, Moretti e Placido, Monteleone e Ligabue. In tv, pero', e' andato una volta sola per fare il giovane Casanova nel film tv di Battiato. Adesso sta girando «Provincia meccanica». Lui nega di aver programmato il suo successo: «M'e' andata bene anche perche' non esiste una strategia. Nel cinema conta tutto: la storia, i personaggio, il regista, la produzione. Ma anche questo non basta». Il suo pregio? La capacita' di stupirsi, farsi trascinare, abbandonarsi, insieme a quella di fare cio' che gli piace cercando di farlo piacere agli altri. Il suo mito? Clint Eastwood. Le sue passioni? La musica dei gruppi contemporanei e la lettura: gli scrittori russi specialmente e Nabokov in particolare. Si definisce allegro, solare, di buon carattere con qualche punta di malinconia. Non si trova ne' bello ne' sensuale. Ha avuto due amori molto pubblici: quello con Giovanna Mezzogiorno e quello con Laetitia Casta. Non crede nel matrimonio ma vuole bambini. KIM ROSSI-STUART, invece, la carriera se l'e' costruita pezzetto a pezzetto, partendo dal karate': «Il ragazzo dal KIMono d'oro» uno e due e' il primo titolo che lo vede protagonista. Il successo, quello di critica piu' che quello di pubblico, gli arriva con «Senza pelle» di D'Alatri dove interpreta uno psicopatico: la sua capacita' di vibrare internamente passa dallo schermo alla platea in maniera magnifica. Bello come puo' esserlo un disegno di Klimt, magro, elegante, diafano, biondo, sensibile, da quel momento cerca accuratamente di costruirsi un percorso difficile: piu' che alla popolarita' punta alla qualita' artistica. Antonioni lo sceglie per «Al di la' delle nuovole», Woody Allen per «Tutti dicono: I love you» ma poi viene tagliato perche' il film e' troppo lungo. Peter Del Monte lo vuole per «La ballata del lavavetri». D'Alatri gli fa interpretare un Gesu' inedito ne «I giardini dell'Eden». Intanto lui torna al teatro dove fa Amleto e Macbeth, ma torna anche in televisione con «Il rosso e il nero» e «La Uno bianca». La sorpresa piu' grande KIM ROSSI-STUART la offre con la sua interpretazione di Lucignolo nel «Pinocchio» di Benigni. Se il film lascia perplessi alcuni, se dispiace ad altri, tutti non possono che lodare la magistrale caratterizzazione che KIM riesce a offrire del «cattivo ragazzo», affascinante e disperato sotto il suo berretto alla Gavroche come solo il male puo' essere. Tanto Accorsi e' disposto a raccontarsi quanto KIM ROSSI STUART e' stentato, timido, schivo. E' paradossale ma detesta ogni forma di divismo pur avendo un carisma tanto forte che quando entra in una stanza tutti gli sguardi si concentrano su di lui. Dei suoi amori non parla e con i suoi amori non si fa fotografare. Ammette di essere molto legato alla sua famiglia d'origine e alle tre sorelle: Ombretta, Valentina, Loretta. A Roma abita per conto suo in una casa che s'e' fatto costruire come fosse un vestito su misura. Il suo segreto? «Rispetto ogni personaggio che interpreto. Ne rispetto la vita interiore, qualunque essa sia, altrimenti non riesco ad essere credibile». Tra le cose che gli piacciono c'e' correre per mantenere il corpo in esercizio. Ama il teatro ma va raramente a vedere gli spettacoli degli altri. Legge soprattutto i copioni o i testi che lo possano aiutare. Se deve distendersi legge Dostoevski, ma anche Carver, Cechov e Ammaniti. La musica che preferisce e' la classica: da Bach a Beethoven. In tv gli e' piaciuto Fiorello. «Ha una punta di genialita'», dice. Sta progettando il suo primo film da regista, la storia di una crescita. I LORO FILM OVUNQUE SEI Michele Placido racconta la storia di un medico deluso dal matrimonio con Barbora Bobulova che si innamora di Violante Placido L'AMORE RITROVATO Carlo Mazzacurati si e' liberamente ispirato a «Una relazione» di Carlo Cassola per raccontare l'amore non pienamente vissuto tra Giovanni, gia' sposato, e Maria (Maya Sansa). LE CHIAVI DI CASA Gianni Amelio ha ripreso il libro di Giuseppe Pontiggia «Nati due volte» sul difficile rapporto tra un giovane padre e un figlio disabile: dopo l'iniziale rifiuto l'uomo riscopre il rapporto col ragazzino.

ROBIONY SIMONETTA (Fonte La Stampa) 29-08-2004




Premi Pasinetti, Amelio: '''Le chiavi di casa' continua ad emozionarmi''

'''Le chiavi di casa' è un film che continua a darmi un'emozione fortissima e grandi soddisfazioni. Il premio dei giornalisti cinematografici lo conferma. E tanto più perché è arrivato a Venezia, prima che si esprimesse la giuria della Mostra e molto prima che il film fosse indicato per Los Angeles".

Lo ha detto Gianni Amelio ritirando il Premio 'Francesco Pasinetti' per il miglior film italiano presentato a Venezia. Un riconoscimento andato, per lo stesso film, anche a Kim Rossi Stuart miglior protagonista maschile, secondo i giornalisti, tra gli attori italiani in cartellone alla Mostra. Proprio gli attori della nuova generazione, a cominciare dai protagonisti del film di Lucio Pellegrini e Gianni Zanasi 'La vita è breve ma la giornata è lunghissima', non ancora uscito in sala, sono stati i protagonisti, alla Casa del Cinema di Roma dove il Sngci, Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani ha consegnato i premi tradizionalmente votati nel corso delle giornate veneziane da tutti i cronisti iscritti, accreditati alla Mostra.

"Credo - ha detto Kim Rossi Stuart, uno dei protagonisti del film - sia il primo premio che materialmente finisce nelle mie mani". Migliore interprete femminile italiana sugli schermi veneziani Valeria Bruni Tedeschi, per '5x2' di François Ozon.

Pasinetti anche a 'Vento di terra' di Vincenzo Marra, opera seconda, per i giornalisti particolarmente "innovativa".

Menzione speciale per 'Come inguaiammo il cinema italiano - La vera storia di Franco e Ciccio' di Ciprì e Maresco.

Da Trovacinema (10-10-2004)





Kim Rossi Stuart per gli RdC Awards

Saranno consegnati stasera, nell'ambito del Festival Tertio Millennio, presso la Sala Trevi di Roma, gli RdC Awards, premi che, ogni anno, la Rivista del Cinematografo tributa a personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo. Il
Premio La Navicella per il cinema va a Gianni Amelio per Le chiavi di casa; il Premio La Navicella per la televisione a Enzo Monteleone per Il tunnel della libertà , il Premio Colonna Sonora a Franco Piersanti, il Premio Diego Fabbri per il miglior saggio di cinema a Silvio Danese per Anni Fuggenti. Il romanzo del cinema italiano edito da Bompiani.
Alla serata partecipa Kim Rossi Stuart, protagonista del film di Amelio e della fiction di Monteleone. Consegnano i premi: il vicesindaco di Roma Maria Pia Garavaglia, il presidente di Rai Cinema Giancarlo Leone, il direttore generale del CSC Gabriele Testi e Dario E. Vigano, presidente dell'Ente dello Spettacolo.

(Fonte Cinecittà news)




Estratti da due articoli che parlano della sua partecipazione a Domenica in nell'ottobre del 2004...

"Neppure Kim Rossi Stuart dà però grandi soddisfazioni: «Ha detto Gianni Amelio che sei un bambino cresciuto troppo in fretta, che ne pensi?» E Kim: «Bisognerebbe chiedere a lui». E Mara, che non vuole gettare la spugna: «Che bambino eri?» E Kim: «Un bambino normale». E lei: «Vedo che non ti piace andare in televisione». Non c è proprio partita."
da L'Unità del 4 ottobre 2004


"Non va molto meglio con KIM ROSSI STUART, protagonista del film di Amelio «Le chiavi di casa». I primi piani sul viso bellissimo non bastano a riempire i silenzi imbarazzati: «Amo stare da solo», confessa l'attore. E nessuno ne dubita. Intanto, dallo studio, continuano ad arrivare rumori molesti, Mara e' sull'orlo di una crisi di nervi: «Fate silenzio, per favore». Un appello ripetuto piu' volte nell'arco della trasmissione. Con Simona Ventura, dal fronte di «Quelli che il calcio», c'e', all'inizio del pomeriggio, un collegamento con scambio di auguri. E, nell'arco della maratona domenicale, il pensiero, si sente, corre spesso agli avversari piu' temuti, quelli di «Buona domenica»."
da La Stampa, 04-10-2004




Nuovo Cinema De Ferrari Genova tra set e passerella

Piazza De Ferrari, nuovo cinema paradiso, o "la meglio città" per gli attori e i registi, più apprezzati nel panorama della celluloide italiana. Non sfilano in motoscafo come a Venezia, né fanno ingressi trionfali sullo stile della croisette di Cannes: arrivano al Teatro Carlo Felice, nuova mecca del grande schermo senza il glamour degli eccessi hollywoodiani, ma con un entusiasmo particolare da parte dei genovesi. La città continua a essere anche oggi passerella italiana di nomi che dietro la macchina da ripresa hanno raggiunto il successo e regalato emozioni. Grazie a una trama, a un' espressione, a un gesto. Il centro si è trasformato in un unico grande set in occasione delle Giornate del cinema, dove produttori, addetti ai lavori e esercenti preparano la stagione invernale. Il fascino di Michele Placido sotto i portici dell' Accademia non passa inosservato a cinofili e semplici appassionati, Luigi Lo Cascio, ha lo sguardo magnetico e profondo di "Nicola" de " la Meglio Gioventù" e Kim Rossi Stuart, barba incolta e occhi di zaffiro fa sciogliere due signore abbigliate come citrulle per l' occasione. La kermesse che ha portato nel capoluogo ligure una pioggia di attori assurge a vero e proprio festival. In mattinata davanti al Carlo Felice il pubblico è degno di una "prima": c' è la presentazione di alcuni trailer dei film in prossima uscita nelle sale con i registi e i protagonisti principali. Gianni Amelio che ritaglia i personaggi su misura ha discusso del suo " Le chiavi di casa" ispirato al romanzo "Nati due volte di Giuseppe Pontiggia" e girato a Berlino: le angosce, i problemi, le paure e le speranze di un padre, Rossi Stuart, che nel film ha un figlio disabile e dopo quindici anni cerca in tutti i modi di stabilire con lui un rapporto diverso. « Ho scelto Kim perché è bello e la bellezza è gran parte di un attore - dice Amelio - e poi un altro interprete che possiamo definire diversamente bello». Il paragone può essere fatto con la seconda parte di "Ladri di bambini", in cui magone e felicità si basano su equilibri fragili, non ci sono bellurie scenografiche, « non ho portato nemmeno un cavalletto», la luce appositamente non si vede, «è fatto come se si respirasse con l' obiettivo di evidenziare la differenza tra i padri che scappano e possono essere vigliacchi e le madri, che devono esserci sempre e a cui tocca il lavoro sporco. E poi - continua Amelio - io l' ho visto e mi è piaciuto». E "Gianni", Rossi Stuart che ritorna a Genova dopo l' Amleto ama una base d' improvvisazione nel lavoro: « Io ricevevo un bigliettino un quarto d' ora prima di girare e mi lasciavo trasportare». Da un viaggio che non è nella tristezza, ma nella forza a "La vita che vorrei" di Giuseppe Piccioni che ripropone la coppia collaudata Luigi Lo Cascio e Sandra Ceccarelli. Un team vincente già nella " Luce dei miei occhi" presentato a Venezia nel 2001. «E' la terza volta con lo Cascio - racconta con apparente timidezza la Ceccarelli che parteciperà anche a " Conosci Claudia" di Aldo, Giovanni e Giacomo - conosciamo tutti i nostri limiti e le possibilità.». Il brigatista di Buongiorno Notte che assomiglia a Al Pacino questa volta è Stefano, trentacinquenne attore piuttosto affermato dell' Ottocento che torna a recitare dopo un film non riuscito. Appassionato delle poesie di Campana e Montale, è lui la vera star della giornata. Dopo un rapido spuntino a Palazzo Ducale, a base di lasagne al pesto e torte genovesi Lo Cascio e il cast del film hanno pranzato in un ristoranate di Via Garibaldi, per poi andare a visitare Genova. «Farei un film in questa città, anzi mi piacerebbe viverla. Iniziai proprio al Teatro della Corte - si racconta - fu il mio primo spettacolo da allievo, si intitolava "Amor Barocco", ma conosco anche Palazzo Rosso. Mi ricorda un po' Palermo, è una città di dedali». E' un' ironia discreta la sua, semplice in maglietta nera, jeans e scarpe sportive, si sta preparando per "Occhi di cristallo", un thriller in cui interpreta un ispettore di polizia. Il famoso "coefficiente di simpatia", una delle battute più riuscite come professore rivolta a un alunno in "La meglio gioventù" lo rende diverso da uno sfuggente Michele Placido che le ammiratrici non hanno potuto pressoché avvicinare. - RAFFAELLA GRIGGI

da Repubblica — 01 luglio 2004




Alice nel paese di Beslan riflessioni su una strage

Tutti a terra. Come nella palestra di Beslan. è così che si disporranno una trentina di ragazzi e di giovani che lunedì sera daranno vita, al Palazzetto dello Sport di viale Tiziano, ad Alice nel paese di Beslan, una rappresentazione profana e civile evocante la strage di bambini avvenuta nell' Ossezia del Nord, con lo spirito, l' ideazione e la presenza-traino di Dario D' Ambrosi, teatrante che persegue da sempre una ricerca sulla follia, e che ha progettato questa performance per il suo XIV Festival del Teatro Patologico. Ad accompagnare i protagonisti, volontari appartenenti a quattro Associazioni Disabili Psichici di Roma (tra cui il "Cavallo Bianco" e "Arca di Noè") e dare sostegno interattivo a questa preghiera scenica saranno Kim Rossi Stuart, Daniele Silvestri e Simona Cavallari, mentre Mattia Sbragia reciterà poesie scritte dai ragazzi russi all' indomani della tragedia, e Luca Lionello e lo stesso D' Ambrosi metteranno a punto un duetto schizofrenico fondato sulla minaccia di un attivista che vuole uccidere un soggetto còlto di sorpresa nella vita di tutti i giorni. «Gli interpreti, sia quelli che hanno 8 anni sia i ventenni, hanno il compito di pronunciare pensieri quotidiani, a volte anche ironici, comunque non patetici - tiene a dire Dario D' Ambrosi - e c' è chi evoca il pallone o chi illustra un impatto emotivo, partendo da materiali che sono elaborazioni dei disabili italiani sull' orrore esploso in quella scuola». La serata avrà una struttura da Apocalisse a ciel sereno. «All' inizio ci sarà l' ignara allegria di quattro ragazze pon pon, ma poi un angelo canoro solleverà i ragazzi e li disporrà di fronte al pubblico, con una candela in mano, e ognuno narrerà il suo punto di vista». Alcuni dei protagonisti dello spettacolo si caleranno nei panni dei genitori di Beslan. Al termine prenderà la parola uno dei bambini sopravvissuti, dando voce a una propria poesia. Ingresso libero, ma agli spettatori è lasciata la facoltà di dare un' offerta, e il ricavato sarà devoluto in beneficenza ad una famiglia disabile russa. - RODOLFO DI GIAMMARCO

da Repubblica — 13 novembre 2004





D' Ambrosi, Kim Rossi Stuart e Silvestri contro la guerra

Stasera al Palazzetto dello Sport, Dario D' Ambrosi presenta «Alice nel paese di Beslan», ovvero il XIV Festival del Teatro Patologico per «Non dimenticare Beslan e tutti i bambini del mondo vittime delle guerre». In palcoscenico Kim Rossi Stuart, Mattia Sbragia, Luca Lionello, Daniele Silvestri. Il Festival ha sempre avuto come tema centrale le patologie psichiatriche, ma ora, in questo particolare momento storico, si concentra sulla follia scatenata a Beslan. Sulla scena, dunque, un happening teatrale, con la partecipazione dei ragazzi delle associazioni disabili psichici di Roma.

(15 novembre 2004) - Corriere della Sera





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